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La strada non è più la mia casa

Toni small

Toni ha 11 anni , non sa leggere però i numeri li conosce perfettamente. Nessuno proverà mai a raggirarlo con un acquisto sbagliato ed è il più rapido nello svolgere commissioni. Ha lucidato scarpe nel parco, ha venduto caramelle ed è il migliore nel riuscire a ricevere una moneta dagli stranieri che passeggiano nel paese. Ha la saggezza e la popolarità di chi vive da molti anni sulla strada.

E' stato iscritto in differenti scuole ma non ha mai potuto contare su un adulto che si assumesse delle responsabilità nei suoi confronti e che lo avesse aiutato a fare i compiti, che gli avesse preparato la colazione o i vestiti puliti per andare a scuola, che gli avesse dato un po' di amore.

Sono moltissimi i bambini e le bambine che vivono per le strade di Estelí e nelle stesse condizioni di Toni. Il fenomeno dei "bambini di strada" è una delle più evidenti manifestazioni della povertà in cui versa il Nicaragua. Questi piccoli cercano rifugio da problemi che devono vivere tutti i giorni nella strada: disgregazione del nucleo familiare, causate da abusi sessuali o psicologici, alcolismo, povertà e, infine, abbandono delle famiglie. Come in ogni contesto difficile, anche per le strade vige la legge del più forte che porta alla nascita di bande che si contendono il territorio per lo spaccio di droga e per la protezione dei propri "affiliati". Un clima che sfocia in violenze di gruppo e in abusi sessuali. Questa è la situazione ad Estelì, città sulla panamericana in cui Più Vita lavora da oltre dieci anni.

Il progetto "NUCOS - Centro di aggregazione giovanile per i ragazzi di strada di Estelì", ha l'obiettivo di creare uno spazio polifunzionale che accolga ragazzi e ragazze di età compresa tra i 9 e i 14 anni che vivono in condizioni di disagio economico e familiare. Questi adolescenti hanno la possibilità di condividere uno spazio sicuro, caldo e con operatori qualificati per varie ore del giorno e costruire insieme un futuro diverso individuando possibili prospettive. Ne è un esempio il centro "Día de Los Chavalos" nato proprio con l'idea di contribuire al benessere e alla crescita di questi ragazzi. Gli educatori di strada seguono i ragazzi che per vari motivi non vogliono lasciare la strada, offrendo loro un tetto e accompagnandoli in un percorso verso alternative di vita possibili.

Tra le attività previste: percorsi formativi e ricreativi al fine di far risaltare le potenzialità dei ragazzi, assistenza medica e psicologica, laboratori di corretta alimentazione seguiti da una nutrizionista, accompagnamento in visite domiciliari alle loro famiglie al fine di lavorare sulla reintegrazione (nei casi possibili e richiesti), organizzazione di spazi sociali con lo scopo di farli sentire parte di un contesto sociale lontano dalla strada, celebrazioni e feste della comunità (Giornata del bambino, Festa della mamma, Giornata del maestro). Sono oltre 250 gli adolescenti coinvolti nel progetti e letteralmente salvati dalla strada.

Il percorso è ancora lungo e complesso ma questo risultato ci fa ben sperare per il futuro.

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