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Integra e completa il Futuro dei bambini

Più Vita supporta l’integrazione a scuola

bambini-immigrati-1Straniero e cittadino: un aut – aut? Il ritardo riscontrato dall'Italia nel processo di integrazione non esclude aprioristicamente l'amara alternativa dai possibili scenari futuri.
Aprendo il dizionario si legge "integrazione: concetto poliedrico che implica logiche di inserimento nella società ospitante, non solo in termini economici o sociali, ma anche culturali e politici". L'universalità della nozione ne chiarisce il valore e la portata, di fatto ancorandola all'idea di dignità umana. Si tratta di un percorso graduale, che si perfeziona progressivamente solo con il riconoscimento dei diritti fondamentali, quali il diritto al lavoro e all'istruzione, peraltro formalmente enunciati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1948.

Dar seguito alle enunciazioni solenni significa agire sui luoghi - chiave in cui si sviluppa quotidianamente la personalità di ogni uomo. Nonostante la scuola rappresenti il fulcro di ogni logica integrazionistica, la dicotomia tra straniero e cittadino stenta ad estinguersi. Sfogliando il Dossier Statistico Immigrazione UNAR-IDOS 2014 si evince quanto la definizione di alunno straniero sia ad oggi obsoleta e inadatta e tuttavia, se a livello europeo diversi Paesi si sono da tempo interrogati al riguardo, rinnovandosi nel linguaggio (nel Regno Unito si fa riferimento al retroterra etnico e si parla di alunni con race/ethnic background, in Germania di alunni con retroterra migratorio, in Francia di alunni allofoni recentemente arrivati, in Austria di non tedescofoni), in Italia ci si ostina ad attribuite lo status giuridico di straniero ai figli degli immigrati, perfettamente in linea con l'inadeguatezza spesso riscontrabile nelle prassi e nelle leggi.

Nel febbraio 2014 il Ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca ha pubblicato le Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri, infiammando gli animi dell'associazionismo più illuminato. Questo documento ha destato forti polemiche avendo reso vincolante, ai fini dell'accesso alla scuola dell'obbligo, il possesso del permesso di soggiorno da parte dei minori stranieri, non prendendo in considerazione il loro eventuale stato di regolarità o meno sul territorio. Fortunatamente, a fronte della pronta denuncia dell'associazionismo circa il rischio di allontanare dalle scuole, seppur indirettamente, i figli di migranti irregolari, l'anomalia è stata sanata, inducendo il MIUR a cancellare il requisito del permesso di soggiorno.
Tuttavia, leggendo integralmente il documento, emerge un'inedita tendenza del Ministero a farsi portavoce di una serie di istanze che la società civile sosteneva già da tempo, aventi l'obiettivo di promuovere buone prassi da divulgare presso gli istituti scolastici per il solo fine di migliorare l'inserimento degli alunni stranieri, formando un corpo docente sempre più preparato ad accogliere e potenziare il multiculturalismo e il plurilinguismo.

Ne è un esempio il Convegno tenutosi presso il Comune di Sesto Fiorentino lo scorso 20 marzo sul progetto I Care! Territorio e scuola insieme per la formazione, il quale ha elevato la scuola a fucina di elaborazione e raffinamento delle strategie di accoglienza. Perseguendo l'obiettivo di favorire la comprensione e la conoscenza delle altre culture, il progetto ha prospettato la formazione di un corpo docenti predisposto a interfacciarsi con il diverso, con l'altro, ricorrendo anche all'ausilio di mediatori culturali, i quali però non siano più ridotti a mero salvagente, continuando ad aderire alla visione emergenziale, tipicamente italiana, del fenomeno migratorio, ma rientrino nella quotidianità della vita scolastica, cosi da supportare i ragazzi nella costruzione di solide e sane relazioni sociali.

Anche Più Vita Onlus ha fatto propria questa volontà e con il progetto Completa il Futuro intende aiutare il sistema scolastico italiano a divenire laboratorio di incontro – confronto ove i temi della costruzione delle identità vengono assunti al fine di consentire l'accesso alla nuova cittadinanza interculturale. Diversità per Più Vita significa arricchimento e il pregiudizio è un valore esclusivo del mondo degli adulti.

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