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Minori e povertà: le conseguenze della recessione


Lorenzo completailfuturoAndare a scuola giocare, mangiare in modo sano e vivere in un ambiente confortevole ma anche partecipare alle gite scolastiche o andare in vacanza con la propria famiglia sono solo alcuni dei bisogni ai quali ogni bambino ha diritto ma che spesso, a causa di  problemi economici, per molte famiglie è difficile soddisfare. La crisi economica che dal 2008 ha colpito l’economia mondiale con effetti ancora in corso, ha determinato un aumento delle condizioni di disagio sociale e di povertà soprattutto in quei nuclei familiari che già versavano in situazioni di difficoltà, dove entrambi i genitori non avevano lavoro o non avevano un’istruzione superiore a quella primaria che rendeva più difficile la ricerca di un’occupazione. Secondo il rapporto
pubblicato dal Centro di ricerca Innocenti dell'Unicef, dal titolo:I bambini dell'austerità, l'impatto della Grande Recessione sulla povertà dei bambini nei paesi ricchi”, a partire dal 2008 «Il numero di bambini entrati in stato di povertà durante la recessione è di 2,6 milioni superiore rispetto a quelli che sono riusciti a uscire da tale stato a partire dal 2008 (6,6 milioni contro 4 milioni)».
L’indagine ha riguardato in particolare gli effetti della crisi economica su 41 Stati industrializzati, 11 dei quali sono stati oggetto di approfondimento: Belgio, Germania, Giappone, Grecia, Irlanda, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Ungheria e Italia. Dall’analisi effettuata emerge un quadro preoccupante per quanto riguarda i dati relativi alla povertà infantile, secondo il report pubblicato il 13,8% dei bambini non ha la possibilità di mangiare carne e proteine (nel 2008 erano il 7,8%), il 18,4% non vive in abitazioni adeguatamente riscaldate e per il 51,5% dei minorenni risulta impossibile andare in vacanza. Ad oggi sono circa 76,5 milioni i bambini che vivono in povertà nei 41 paesi più ricchi (Rapporto Unicef).

Nel nostro Paese in particolare è il mezzogiorno a soffrire di più l’aumento degli indici di povertà, dal 2008 al 2013 si è registrata una crescita della povertà assoluta dal 9,8% al 19,1%, un dato che in cinque anni è quasi raddoppiato. Accanto ai più piccoli ad essere colpiti duramente dalla recessione sono stati anche gli adolescenti e i giovani. Secondo le rilevazioni effettuate,  il numero dei Neet, ovvero i giovani tra i 15 e i 24 anni che non lavorano, non studiano e non seguono una formazione, ha raggiunto nel 2013 i 7,5 milioni nella sola Unione Europea, un milione in più rispetto al 2008. Un dato che ha fatto registrare le percentuali maggiori in Croazia, Cipro, Romania fotografando una situazione di peggioramento del benessere delle famiglie con conseguenti stati di ansia, preoccupazione e stress che si ripercuotono anche sui più piccoli: «Questi cambiamenti hanno enormi conseguenze per i più giovani. I bambini sono preda dell'ansia e dello stress quando i genitori devono affrontare la disoccupazione o la perdita di una fonte di reddito; essi soffrono di queste difficoltà familiari, manifestandolo in modo sottile ma dolorosamente evidente».

Un quadro allarmante che mostra come la recessione abbia avuto ed abbia tuttora effetti preoccupanti sul piano economico-sociale delle famiglie, e come ci sia ancora molto da fare per sconfiggere la piaga della povertà. Proprio per questo è importante la collaborazione di tutti, perché ogni gesto, anche il più piccolo, può fare la differenza, perché è attraverso la solidarietà comune si può costruire, mattone dopo mattone, un mondo più equo e giusto. Noi di Più Vita onlus ci impegniamo ogni giorno per portare il nostro sostegno lì dove la povertà infantile è più diffusa, non solo nelle aree più povere del mondo, come il Nicaragua e la Repubblica Dominicana, ma anche nel nostro Paese, dove stiamo portando avanti, da oltre due anni, un progetto di solidarietà a sostegno dei bambini che vivono in nei centri di accoglienza, nelle case famiglia e nelle comunità educative. Abbiamo chiamato il nostro progetto “Completa il Futuro” perché crediamo che ogni bambino abbia il diritto di crescere con dignità e serenità ed è unendo le nostre forze che possiamo contribuire concretamente a costruire giorno dopo giorno il loro futuro, fatto di sogni, desideri e speranze.

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