Haiti: continua l'emergenza minori PDF Stampa E-mail
Lunedì 01 Febbraio 2010 16:09
Pericolo tratta dei minori ad Haiti, vero e proprio business  economico-finanziario gestito da gruppi criminali operanti in diversi paesi, da quelli di origine dei minori, passando per quelli intermedi, cioè i paesi di transito, per arrivare a quelli di destinazione, tra cui anche l'Italia. L'impegno  di Più Vita  a combattere questa piaga nella vicina Repubblica Dominicana.



E' di pochi giorni fa la notizia del tentato rapimento di 33 bambini haitiani, probabilmente da immettere in un circuito di adozioni illecite, da parte di 10 cittadini americani, ora in stato di arresto presso la polizia penitenziaria di Port-au-Prince, capitale Haitiana. La notizia del resto non fa che confermare le voci che, fin dai primi giorni successivi al terremoto, si rincorrono circa la sparizione di alcuni bambini dai vari centri di accoglienza allestiti sia per i bambini in attesa di ricongiungimento familiare, sia per quelli che già risiedevano negli orfanotrofi prima della catastrofe, la maggior parte dei quali sono andati distrutti. Ma l'aspetto più preoccupante di questa vicenda, che sta portando Più Vita a monitorare con maggiore attenzione l'area in cui opera nella vicina Repubblica Dominicana, nonchè a studiare possibili interventi futuri, è l'indiscrezione secondo la quale il gruppo di americani sia stato intercettato a Malpasse, principale valico di confine proprio tra Haiti e la Repubblica Dominicana, destinazione finale del gruppo secondo quanto ammesso da una delle sue componenti.
Ancora una volta dunque emerge con forza il problema della tratta dei minori, che in Repubblica Dominicana in generale, e a Santo Domingo in particolare, rappresenta una delle piaghe più difficili da estirpare, perchè fortemente legata alle condizioni di estrema povertà ed emarginazione sociale e culturale in cui si trova la maggior parte della popolazione, condizioni spesso occultate dall'immagine di “paradiso delle vacanze†solitamente fornita dai media nazionali e internazionali. Se a ciò si aggiunge il fatto che la popolazione della Repubblica Dominicana è prevalentemente giovane (il 34% sono minori di 14 anni, il 61% ha tra i 15 e i 64 anni, e solo il 5% ha più di 65 anni), si comprende bene come sia di fondamentale importanza garantire ai bambini il sostegno adeguato, sia in ambito educativo, che alimentare e sanitario, che sia in grado di fornire una valida alternativa alla strada, e un'adeguata protezione contro lo sfruttamento, sia sessuale che economico.
Nel 2009 Più Vita ha destinato il 66% dei fondi previsti per i progetti in Repubblica Domincana all'ambito “educazione e formazioneâ€, con la convinzione che la scuola, così come tutte le attività ad essa legate, debba essere il principale polo attrattivo attorno al quale i bambini possano studiare, crescere ed essere  effettivamente trattati come tali.
In particolare, tra i progetti portati avanti nel corso dell'anno appena trascorso, c'è stata la dotazione di materiale scolastico, finalizzata al miglioramento delle condizioni e della qualità dell'insegnamento impartito nelle scuole dell'area del Guaricano (1,253 i lotti consegnati), e il sostegno sportivo infantile, volto a promuovere tra le bambine e i bambini la pratica dello sport come mezzo educativo e alternativa alla droga e alla delinquenza, fornendogliene i mezzi e migliorando le infrastrutture sportive (91 i bambini che hanno beneficiato del progetto nella lega di baseball, e 60 le bambine nella lega di pallavolo). Per maggiori informazioni clicca qui:

La strada è ancora lunga, ma la posta in gioco, ovvero la progressiva eliminazione dello sfruttamento minorile, così come auspicata nella stessa Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, è troppo alta per lasciare che Più Vita molli la presa.