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Completa il futuro investendo nelle New Technology

Più Vita Onlus: digitalizzazione, bambini e responsabilità

Pag11L'avvento dell'era 2.0 si è realizzato effettivamente più in fretta di un tweet. Libri, radio e televisione sono andati ufficialmente in pensione e Internet, con la sua artiglieria di blog, chat, wiki, piattaforme di condivisione e social network, ha sbaragliato ogni concorrente.
Velocità, interazione e semplicità hanno dotato i new media di elevati livelli di prestazione, garantendo un eccellente processo di personalizzazione dell'informazione. Il pubblico è stato reso partecipe della programmazione e, da mero interprete, è divenuto agente produttivo.


Si è trattato di una rivoluzione economica e sociale senza precedenti, che ha inciso profondamente sullo stile di vita di tutte le persone, tanto più di coloro che nell'era del digitale ci sono nati. I nativi digitali, i giovani d'oggi, coloro per i quali la tecnologia è l'habitat naturale, vivono nel solco del cambiamento e, da contraltare, sono esposti a tutte le conseguenze che l'imprevedibilità di ciò che è nuovo e sconosciuto porta con sé.

Il rapporto tra digitalizzazione e nuove generazioni rappresenta sicuramente uno dei temi più dibattuti: il confronto tra opinioni totalmente divergenti assume spesso toni audaci, a tratti polemici, mentre le prospettive sulla questione giungono a conclusioni diametralmente opposte.

Lo scorso 14 marzo l'Associazione Piccoli Passi, con il patrocinio del Comune di Orvieto, ha entusiasticamente mostrato il successo delle new technology tra i giovanissimi, accompagnati nella crescita sin dai primi passi, e i lavori del convegno si sono chiusi nella convinzione che occorrerebbe sforzarsi di comprendere le trasformazioni della società, evitando di demonizzarne i cambiamenti. Di tutt'altro tenore il rapporto Media consapevoli, genitori responsabili, tutela dei minori, stilato dal Censis per Corecom Lazio e presentato il 17 marzo, con il quale il Censis, adducendo a suo sostegno dati statistici piuttosto eloquenti, per i quali oltre il 50% dei bambini al di sotto dei 7 anni possiederebbe un tablet, ha denunciato lo stato brado a cui sembrano abbandonati i più piccoli, che rimangono in totale balia delle versioni più sofisticate e virtuali di Emiglio Robot.

Tuttavia sbilanciarsi completamente dall'una o dall'altra parte non permette di compiere passi in avanti: le nuove tecnologie non sono baby sitter sotto forma di Ipad, né tanto meno mietono vittime in vista di un fantascientifico genocidio 2.0.

L'idea che alla base delle new technology ci sia un uso responsabile delle stesse deve essere il presupposto di ogni valutazione. I genitori e la scuola hanno un ruolo di primario nell'educare i bambini nell'uso cosciente dei nuovi media e non possono esimersene, soprattutto a fronte dell'inarrestabilità e dell'irreversibilità del cambiamento in essere. Le potenzialità della digitalizzazione sono innumerevoli, così come le potenziali distorsioni, ma canalizzandole è possibile ottenere ottimi risultati.

Più Vita Onlus, con il progetto Completa il futuro, intende cavalcare consapevolmente l'era della digitalizzazione, investendo in nuove tecnologie nell'istruzione primaria e secondaria, spingendo così i ragazzi a pensare più criticamente, ad essere più creativi e ad avere sotto controllo il loro apprendimento, a lavorare insieme.

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