La storia di Manuel e il lavoro delle Brigate Mediche.

 

manuelQuando abbiamo conosciuto il piccolo Manuel accanto a lui c’era una giovane donna che lo teneva stretto tra le sue braccia, era la sua mamma.
Il piccolo Manuel 4 anni, visitato da un dottore delle Brigate Mediche durante il giro settimanale alle comunità rurali, è apparso subito debole e sofferente per una continua febbre alta. Questo lo rendeva spossato, si nutriva a malapena e dormiva tutto il giorno. Da subito le condizioni del bambino sono apparse gravi e probabilmente se  non fosse stato per quel turno settimanale Manuel non ce l’avrebbe fatta.

Dopo diversi accertamenti gli è stata diagnosticata una grave forma di leucemia infantile, una notizia che nessuna madre vorrebbe mai ascoltare. L’equipe medica dal canto suo si è messa subito al lavoro: gli sono state somministrate vitamine, fornita una corretta alimentazione ma la cosa più importante Manuel ha cominciato il primo ciclo di chemioterapia.


Dovrà farne degli altri, seguire un’alimentazione adeguata e lottare con tutte le nostre forze contro questo male affinché possa tornare tra i banchi di scuole come è giusto che sia. Questa è una malattia che richiede tanta forza e tanto coraggio ma anche del tempo per dare alla medicina di fare il suo corso, oggi i medici delle Brigate visitino regolarmente e a domicilio il piccolo Manuel il quale, probabilmente non ce l’avrebbe mai fatta senza la cura dei nostri dottori e la rapidità con la quale la malattia è stata affrontata.  

Il lavoro delle Brigate Mediche negli anni è diventato determinante per la salute di migliaia di famiglie che vivono nelle zone più isolate di Estelì, non soltanto dal punto di vista clinico ma anche dal punto di vista preventivo: i medici e gli operatori sanitari svolgono costantemente attività di educazione alla salute e alla prevenzione, determinante nella cura di una malattia

Oggi Manuel continua la chemioterapia ma grazie al nostro lavoro e al vostro sostegno è tornato tra i banhi di scuola, può sorridere con i suoi compagni e chissà magari un giorno lasciarsi alla spalle questa brutta esperienza. Prima di allora il nostro obiettivo è quello di poter dare a Manuel la possibilità di vivere.

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