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Ancora una volta... la guerra

paceAncora una volta ci troviamo davanti ad una situazione che ha l'odore del paradosso, il sapore della contraddizione.

Ancora una volta, troppo spesso negli ultimi decenni, ci troviamo di fronte all'uso della violenza per tentare di fermare altra violenza.

Poche certezze, tanta cautela da alcuni fonti istituzionali. La certezza sta però nel fatto che anche questa volta le persone che sono più a rischio sono bambini, donne, anziani, uomini.

siria bambinoCivili che anche in questa guerra saranno le vittime innocenti di giochi di potere ed arroganza. Una guerra che rischia di trascinare nella tensione internazionale rapporti diplomatici già precari. Sono mesi che in Siria la situazione è drammatica ma anche questa volta la stampa si è accorta tardi della sua gravità e della mobilitazione internazionale che negli ultimi tempi ha invaso le bacheche dei social network e riempito pagine di blog specializzati. La mobilitazione continua e raggiungerà il suo apice domani, sabato 7 settembre. Giornata che il Papa ha voluto dedicare alla Siria urlando a gran voce il suo "no alla guerra", unito al grido di milioni di persone nel mondo, migliaia di organizzazioni non profit, decine di paesi. Domani in Italia saranno molte le iniziative. La Chiesa si prepara alla giornata di digiuno e preghiera. Papa Bergoglio ha rivolto il suo invito «a vivere intensamente questo giorno» ai fedeli e ai laici di tutto il mondo. La CGIL chiede a tutte le sue strutture di dare testimonianza del proprio impegno in favore della pace e contro la guerra in Siria, in Medio Oriente e nel mondo intero esponendo la bandiera della pace in tutte le sedi e in tutte le iniziative pubbliche di quella giornata. Molte le organizzazioni internazionali che hanno aderito a questo 7 settembre 2013. Emergency, ad esempio parteciperà alla giornata per la pace. L'organizzazione laica impegnata in tante parti del mondo per curare le vittime dei conflitti si riconosce nelle parole di Papa Francesco: "Mai più guerra!" "Lo faremo nel nostro modo, stando dalla parte delle vittime - si legge nel comunicato - : in Iraq, dove ogni giorno restituiamo gambe, braccia e dignità ai mutilati di guerra; in Italia, dove i nostri medici prestano le prime cure ai profughi, tra cui molti siriani, che sbarcano sulle nostre coste.

Più Vita Onlus, che da oltre dieci anni lavora per i diritti dell'infanzia, anche se in zone molto lontane da quelle su cui in questi giorni sono accesi i riflettori, rifiuta la guerra come mezzo per porre fine a tensioni e violenze. Noi che aiutiamo migliaia di bambini ad avere la certezza di un futuro migliore, garantendo loro acqua e cibo, cure mediche, istruzione, vorremmo non vedere mai le lacrime di un bambino siriano, causate da armi straniere. I bambini non c'entrano niente con tutto questo. La popolazione infantile in tutte le guerre è quella più colpita e noi di Più Vita stiamo dalla loro parte. Anche noi domani grideremo forte "No alla guerra in Siria", come lo faranno i nostri amici della Fundacion Mas Vida a Zaragoza, in Spagna.

Domani, anche noi di Più Vita crediamo sia importante ritrovarsi insieme, a prescindere da ogni distinzione di fede e di partito, sotto un'unica grande bandiera arcobaleno per dire "No a questa nuova guerra".

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